M a r g u t t A r t e. presenta Valery

Valeria Catania utilizza, per le opere esposte, la tela a supporto di altri materiali quindi è polimaterica. La sua è una sorta di pittura scolpita, il metaforico scalpello si fonde con il pennello diventando un unico strumento e dando luce a bassorilievi. Oggetti della vita quotidiana entrano nell'opera d'arte trasformati in altro, la bottiglia di plastica che per i più sarebbe stata gettata viene qui reinterpretata come un fiore che sboccia, anche il metallo riutilizzato e dipinto prende forme di elementi vegetali connotati da morbidezza. Già da queste prime linee guida si può constatare la sensibilità dell'artista, la decisione di impiegare oggetti di uso comune non è stata una scelta solo "ecologia" bensì rappresenta anche il desiderio di infondere sicurezza al fruitore che riconoscendo l'elemento si fa forte di una prima immediata chiave di lettura e da qui il primo messaggio di positività: tutto può essere modificato, tutto è in continua evoluzione e da un oggetto comune si può ricreare qualche cosa di bello allungandogli anche la vita.

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Il concetto della quotidianità è inoltre rafforzato dal fatto che, gli elementi portanti il messaggio principale sono visibili sia alla luce sia al buio, di giorno e di notte accompagnandoci in ogni momento. È una forma d'arte che non abbandona mai, la comunicazione è continua. Quest'ultima è maggiormente accentuata dagli elementi aggettanti, che paiono cercare realmente un contatto con noi invitandoci se vogliamo a riflettere. Analizzando le opere i significati sono molteplici ma ciascuno di essi confluisce in un unico grande messaggio ovvero: anche un esperienza negativa può portare a qualcosa di positivo. È all'origine dell'uomo come essere pensante farsi delle domande, interrogandosi su ciò che realmente siamo, su dove vogliamo essere e su ciò che realmente vogliamo fare, da chi vorremmo essere circondati. Ogni persona ha incontrato nel suo percorso delle difficoltà o delle tragedie che poi sono sfociate in qualcosa di bello e costruttivo grazie anche alla forza interiore, oppure ha dovuto affrontare scelte difficili. Nelle tele qua presenti si possono osservare le diverse fasi che ciascuno di noi attraversa nei momenti di difficoltà di cui stavamo parlando e che possono essere differenti a seconda della persona. Essere o avere è il momento esatto in cui iniziamo a porci il problema, nel grande puzzle della vita si scelgono i tasselli a noi preferiti che poi comporranno la nostra persona, la nostra individualità. I miei giardini il posto segreto da noi preferito, dove fare riflessioni o dove ci sentiamo al sicuro, un focolare che può essere sia fisico che mentale. La scelta il momento in cui si decide cosa fare e come affrontare la situazione sapendo di essere sempre sotto gli occhi di chi ci sta accanto con Giudizi e Pregiudizi. Il percorso può essere lungo o breve, ma viene qui reinterpretato con la contemporaneità delle strisce pedonali, Walk, il tratto è breve ma comunque pericoloso, l'incitazione della scritta al semaforo con un accenno di americanità, il passo incalzante verso la soluzione il momento di gioia per cui si ha sofferto, La rinascita ha conclusione del nostro percorso, l'agognato momento di felicità… Un'artista positiva in una contemporaneità difficile ricca di sofferenze e difficoltà apre uno spiraglio di speranza in ciascuno di noi, lasciandoci una libera interpretazione e dandoci la possibilità di inserire il nostro volto in quello anonimo, dei suoi personaggi.

 

     
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