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a r g
u t t A
r t e. presenta
Maria Rosa Spina
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L'alfabeto
senza fine nei défilage di Rosa Spina
di Antonio Falbo La
particolare importanza che Rosa Spina dà agli aspetti irrazionali e decorativi
nelle sue opere, trasporta lo spettatore verso una reazione espressivo -
emotivo connessa alla fruizione dell’oggetto. Tali esperienze possono apparire,
talvolta, non del tutto assimilabili, ma conferiscono una rilevanza notevole
all’aspetto estetico. Prelevati dalla loro reale funzione quotidiana e
liberamente associati, materiali diversi come lana, seta, carta e pigmenti vari
assumono un’armoniosa vitalità. Brandelli di stoffa, di filati che un tempo
erano finalizzati a uno scopo decorativo, o elettivo, ora acquistano una
funzione e una dignità del tutto inedita. Dignità che apparentemente coinvolge
lo spettatore ma che, in realtà, cela un valore più importante se si
confrontano tali realizzazioni con altre della storia dell’arte novecentesca.
Agli inizi del secolo fu Picasso a ideare la tecnica del papiers-collés,
utilizzata dal cubismo e in seguito dal futurismo. Rosa Spina esprime un
linguaggio artistico rinnovato rispetto al collage: la resa nei materiali è
tale da comunicare allo spettatore strutture nuove, dando libero spazio
all’immaginazione. Questi esperimenti giungono così a compiersi nella nuova tecnica
del défilage. Le composizioni si trasformano in “ready made” e cioè creazioni
pronte all’uso e all’elevazione al rango di opere d’arte. Nelle ultime
realizzazioni, ho potuto constatare con interesse come l’artista abbia saputo
affinare la sua tecnica, sviluppando un linguaggio interattivo che si modifica
in relazione all’interesse dello spettatore. I
fili fluttuano sulle superfici assumendo ogni volta, occasionalmente,
variazioni cromatiche nuove che consentono all’artista, di interloquire con il
fruitore in modo coinvolgente e suggestivo. In questo contesto, Rosa Spina
riesce a creare quella tensione percettiva che ci permette di sentire la
vitalità dell’immagine. Il linguaggio creativo in questa sua recente
produzione, come ho potuto ammirare lo scorso autunno, si è evoluto
notevolmente soprattutto nei rapporti cromatici dove l’equilibrio compositivo è
molto più profondo rispetto alla precedente produzione. L’aumento del contrasto
nella semplice fruizione visiva, accentua l’impatto dei colori durante
l’osservazione delle opere e crea, nell’occhio attento dell’osservatore, una
visione d’insieme che nasce, in alcune composizioni, dal centro della tavola
defilata in modo spontaneo (libera da convenzioni) per poi spostarsi verso gli
estremi appena accennati da sfilacciature originali e creative. Le
tematiche seguono schemi precisi, desunti da una naturale maturità di donna e
di artista. Il suo bagaglio culturale e tecnico le consente di palesare il suo
talento nella produzione e creazione di forme e strutture, originando
caleidoscopiche deformazioni delle superfici, da cui hanno origine campiture
complesse che interagiscono in un colto e raffinato equilibrio tridimensionale.
Spesso, gli assi portanti di queste composizioni si innestano ortogonalmente
rispetto alla verticale, formando interessanti e ritmiche geometrie. I due assi
reggono una struttura che non sconvolge lo sguardo ma lo invita ad arrestarsi
di fronte all’opera. Così, in un dinamico divenire, le opere fanno emergere, al
di là di ogni apprensione estetico-morale, il materiale morbido e filamentoso
con cui sono realizzate. Le cifre cromatiche fanno affiorare strani geroglifici
che, però non esigono decifrazioni, poiché l’artista intende celarli. Potremmo
quasi definirli “matasse di segni” o meglio “alfabeto senza fine”; un
linguaggio che a parere dell’artista non poteva manifestarsi in un contesto
differente. “La fortuna di vivere a Catanzaro, conosciuta anche come la
Capitale della Seta”- dice Rosa Spina. Un talento capace di esprimersi in una terra
nella quale può manifestarsi in modo ampio il lavoro dell’artigiano, un
mestiere destinato all’oblio del progresso occidentale delle arti. A lei dunque
il merito di un linguaggio nuovo, originale, che non possiede archetipi nella
storia.
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