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Lo "Studio
d'arte Rega" nasce, nel cuore di Mesagne, dalla creatività di due
fratelli: Remo e Giuseppe Rega, che operano nel settore artistico sin
dal 1977.
Entrambi,
infatti, hanno all'attivo numerose mostre personali, oltre che
partecipazioni a collettive e concorsi da cui hanno ricevuto diversi
riconoscimenti e, nonostante sia Remo che Giuseppe svolgano altre
attività lavorative, sono sempre riusciti a dedicarsi con intensa
passione alla loro arte: Remo alla pittura e Giuseppe alla scultura.
La
loro passione artistica nasce sin da ragazzi, quando entrambi si sono
accostati a forme espressive pittoriche e scultoree e, pian piano, da
autodidatti, hanno lentamente ma costantemente coltivato questo
interesse fino a farlo sfociare in una vera e propria attività
artistica.
Il loro piccolo laboratorio appare caldo e avvolgente proprio come i
sentimenti che i due fratelli desiderano esprimere attraverso la loro
arte. E senz'altro non priva di valori antichi appare sia la pittura di
Remo che la scultura di Giuseppe mostrando sempre, nella
sperimentazione delle varie tecniche utilizzate, una coerenza di motivi
ispiratori.
I temi trattati dal pittore vanno dalla semplice quotidianità alla
sacralità di immagini e rappresentazioni tanto da accostarlo quasi
all'atmosfera dei pittori preraffaelliti, proprio per l'aspirazione a
trattare soggetti poetici e religiosi o per la scelta dì episodi di
vita quotidiana e ancora per l'uso di colori puri, contrastanti quali
l'azzurro e il rosso di matrice rossettiana.
I suoi ritratti sono sempre pacati e mostrano il volto di un'umanità
composta ma allo stesso tempo trasognata o incupita dalla sofferenza
della vita. Così come sofferenti e dolorose appaiono le madri e le
donne nella scultura di Giuseppe Rega che, nella sua plasticità, mostra
un'umanità ricurva su se stessa, ripiegata nella propria intimità di
miseria e dolore.
Anche le sue immagini scultoree, come quelle pittoriche del fratello,
variano in un repertorio che abbraccia tematiche sacre e quotidiane
ricche di pathos ed espressività.
Entrambi gli artisti arrivano direttamente al cuore dello spettatore
scavando nell'anima un solco inestinguibile.
Tranquillino
Cavallo
Giornalista
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