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E'
nato a Roma nel 1947. Si laurea in filosofia nel '72; non segue studi
artistici, ma inizia a incidere, poi a dipingere, nello studio del padre,
Attilio. Ha tenuto personali fino ai primi anni '90, poi ha preferito
dipingere solo per sé. Nel frattempo si è appassionato
alla grafica con il computer.
Dal 1995 si occupa della realizzazione di pagine web.
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Le righe che seguono sono dovute alla cortesia
ed alla sensibilità di Pierluigi Isola, artista e figlio d'arte.
Caro
Paolo,
osservando una serie cronologicamente eterogenea di tue opere, per
un mio vago, incongruente gioco visionario, provo a ridisegnare con
la mente il percorso asimmetrico e tortuoso, forse improbabile, del
loro rapsodico rincorrersi e collegarsi nello spazio di una nostra
conversazione.
Fuori da ogni nozione di continuità e di causalità:
camera in cui l'eco talvolta precede la voce.
All'inizio del percorso c'è il tuo impulso a comporre e "ricomporre"
lo spazio per immagini fluenti, dense di risonanze e riflessi, graficamente
consolidate.
Poi qualcosa cambia: la matrice xilografica si frange in caratteri
mobili; la forma non può più contenere e distanziare:
si limita a decomporre i postumi di una febbrile, inquietante proliferazione
vegetale, di una natura distante non più descritta e costruita
ma segretamente sorpresa nell'atto di imprimersi in curiosi fossili
post-atomici, efflorescenze sfuocate e affastellate.
Tutto questo avviene senza dramma: in un amorevole stratificarsi degli
elementi.
In uno scbiumante mare vegetale che riporta alla mente le immagini
di un microcosmo biologico luminoso, ogni rigidezza formale è
abbandonata, e il colore, tutt'altro che accordato in senso tonale
o impressionistico, grida il suo dissenso inaspettato in una serie
di acide dissonanze.
L'idea di "natura" è ormai un fantasma della mente, il viaggio
prosegue con lo sciogliersi progressivo delle sembíanze e delle
certezze in un processo che non approda banalmente alle rive usate
di un qualche tachisme di maniera; le tue immagini mi paiono piuttosto
il riflesso di un gioco epicureo in cui il cosmo viene lasciato liberamente
organizzarsi attorno ai suoi atomi colorati e di cui tu, in
fondo, non sei che il primo meravigliato spettatore.
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